Guido Pesci
Pedagogista, Pedagogista Clinico, Reflector, Psicologo-Psicoterapeuta, Psicoanalista, Ipnoterapeuta, Psicomotricista Funzionale, Mediatore Relazionale, Giornalista pubblicista.
Pedagogia Clinica-Pedagogisti Clinici
Pedagogia clinica e ricerca scientifica
Key words: Pedagogia Clinica - Ricerca Scientifica - Metodo - Tecniche - Handicappati
Alla base del progetto della pedagogia clinica, non era la diversa terminologia adottata per la nuova scienza, ma l’impegno per l'esemplare concretezza nella ricerca scientifica, raccogliere, capire e valutare ogni tipo di informazione e di saperla convenientemente orientare verso questa nuova disciplina e questa nuova categoria professionale. Varie già nei primi anni ’70 furono le ricerche che ci permisero di raccogliere varie esperienze sull’inserimento degli handicappati in Europa e nel paese dei Soviet. Nel nostro Centro Studi Antiemarginazione di Firenze, intanto, all’impegno culturale e formativo si aggiunse il lavoro nelle scuole, nei centri di recupero, nella libera professione, tutte esperienze pratiche che alimentavano la nostra ricerca e di conseguenza le nostre conoscenze che si interessavano numerosi aspetti e che trovavano eco in congressi e convegni. La scoperta di nuove tecnologie educative offrì un significativo contributo illustrato al Convegno “Le tecnologie educative per gli handicappati”, organizzato a Bologna nel 1974 dal Ministero della Pubblica Istruzione. Una relazione dal titolo “Problemi di espressione, comunicazione e rapporto” venne presentata al IV Congresso sinpi (San Marino, 1974), in cui si analizzava il problema della disgrafia e si evidenziava la necessità di distinguerla dalla disortografia, sostenendo che il soggetto disgrafico è la persona che presiede al disordine grafico e ha difficoltà nella produzione e comunicazione segnica espressa in ogni occasione di lasciare traccia, ossia nei vari momenti in cui può intrattenersi a incidere, disegnare, dipingere o scrivere.
L’impegno nella ricerca continuava, sollecitato dall’esigenza di perfezionare modalità di intervento rivolte a favorire ogni persona di qualsivoglia età, in situazione di difficoltà e disagio. Venivano così a mano a mano a definirsi gli orientamenti utili per ricostituire un’unità affettiva-sessuale nella coppia e per arginare una devianza; si studiavano altresì le tecniche di rilassamento psico-fisico e venivano apportate importanti modifiche per favorire le diverse situazioni vissute da soggetti in stati di tensione per disagi esistenziali o per difficoltà derivate da insufficienze fisiche generate da ictus.
Vennero messi a punto nuovi metodi per intervenire a favore degli handicappati presenti nella scuola con esperienze pratiche di musicoterapia (in seguito definita musicopedagogia) e interventi ipnogogici e suggestionali per fronteggiare il disadattamento scolastico e le disfluenze espressivo-elocutorie.
Nel tempo si sono aggiunti, sostanziandone l’orientamento pedagogico clinico, altri metodi, come per esempio quello Terapia Natura, presentato al Congresso sips (Società Italiana di Psicologia) di Urbino nel 1981, che proponeva una rivalutazione e sperimentazione delle forme archetipo-musicali, quei rumori e i suoni che dal periodo fetale influiscono in ogni soggetto sulla visione drammatica o comica della vita. Ritrovando i messaggi emozionali, puri, propri dell’ambiente, la Terapia Natura, sperimentata per lungo tempo, si è dimostrata assai efficace come stimolatore emotivo-affettivo della persona. Tra i contributi accolti negli anni Settanta, c’è la Suggestopedia, il Training psico-tonico-posturale, la tattilità per favorire e armonizzare il dare e creare un clima emozionale di fiducia e di simpatia.
Particolare attenzione è stata rivolta anche all'organizzazione ritmo-respiratorio-gestuale, quella meravigliosa, complessa funzione fisio-meccanica, psico-cinestetica e senso-percettiva che si articola sulla base degli stati di soddisfazione, di tranquillità, di eccitazione, di forza, oppure di perturbazione, di depressione, di rilassamento, di sgradevole stanchezza.
Sono state studiate le locuzioni e analizzati gli effetti-stimolo ricavati dal senso tonematico dato all’informazione, rivisto e interpretato le formazioni dell’Art-Therapy e dell’Espression Magic dell’Ecol Martenot di Parigi, del metodo Prudden, opportunamente rivisti i nostri stessi metodi, tra cui lo Psico-con-tatto. Feconde occasioni di lettura e di conseguente verifica pratica ci furono offerte dalla traduzione di importanti lavori stranieri che illustravano metodi assai significativi ed efficaci, tenuti presenti per gli arricchimenti e i vantaggi operativi che offrivano, tra questi non mancarono i metodi Camusat, Lévy, Thea Bugnet e Orlic.
Il gruppo di ricerca dei pedagogisti clinici è stato impegnato anche nella traduzione di testi in lingua tedesca e russa ed ha permesso di far propri i suggerimenti raccolti negli scritti di E. Meumann e di L.S. Vygotskij.
La ricerca, oltre a impegnarci nelle traduzioni di libri editi all’estero, ci offrì l’occasione di rivolgerci ai pedagogisti italiani, e in particolare alle opere del pioniere del recupero degli handicappati, il professor Antonio Gonnelli-Cioni.
Dall’inizio degli anni Ottanta hanno continuato ad accrescersi le caratteristiche culturali e le innovazioni della scienza pedagogico clinica, arricchendo la documentazione e completando in maniera sempre più ordinata lo sviluppo culturale e scientifico, anni in cui si è avuta un’espansione numerica dei pedagogisti clinici, a seguito dell’iter formativo promosso nei nostri studi professionali e rivolto a quei laureati in pedagogia animati dall’interesse per la ricerca.
Con l’aiuto di questi colleghi, preparati a svolgere la libera professione, la diffusione degli studi e della progettazione culturale e prassico-operativa, si è andata sempre più incentivando. Ma per essere proficua la ricerca richiedeva di investire solide sostanze economiche, di possedere una importante struttura organizzativa in modo da coinvolgere un nutrito gruppo di ricercatori che per competenza e impegno potessero garantire l’effervescenza di una crescita tecnica e scientifica. Questa esigenza è stata soddisfatta a partire dal marzo del 1996 dall’isfar® (Istituto Superiore Formazione Aggiornamento Ricerca), che ha sede a Firenze, e che, poco dopo, ha assunto la titolarità di Post-Università delle Professioni®. La ricerca è stata condotta, sotto la direzione del prof. Guido Pesci, dall’Istituto Internazionale di Pedagogia Clinica® con cui l’isfar soddisfa la propria responsabilità scientifica e di leader nella formulazione di metodi, tecniche e strumentari pedagogico clinici.
Dalla nascita dell’isfar si è potuto assistere a un più vasto e ardito impegno e a un’imponente crescita scientifica e culturale. In questo rigoroso impegno della ricerca non è mancato l’interesse e lo studio su un ampio spettro referente le tecniche creative, tra cui lo Psicodramma Pedagogico, il Gioco Drammatico, la Bio-danza, la Gestalt-dance e pure considerevoli studi e verifiche rivolte alla prassi diagnostica. Significativi sono i nuovi e diversi principi sull’anamnesi, resa libera dai criteri dell’interrogatorio e dell’intervista, sull’analisi delle numerose e differenti modalità di espressione e comunicazione, su ogni intreccio poliforme e polidinamico delle abilità e disponibilità organizzativo-motorie ed emotivo-relazionali. Di analisi in pedagogia clinica si parla anche quando si fa riferimento allo strumentario, all’uso di quella notevole quantità di test che la ricerca ha potuto standardizzare in questi ultimi anni. Si tratta di strumenti che possono facilitare l’osservazione e permettere di rilevare difficoltà nella motricità facciale, nella gnosia e abilità manuale, nella comprensione del simbolismo delle strutture ritmiche e loro riproduzione, nel controllo posturale, nella coordinazione oculomotrice. Grazie a questi test è possibile inoltre connotare l’attitudine verbale, si possono studiare i ritmi di sviluppo delle relazioni sociali e personali, la possibilità di adattamento all’ambiente sociale e le reazioni emotive. Al tempo stesso essi possono orientare su bisogni, desideri e scopi, sulla conoscenza e l’analisi delle aspettative esistenti, sui cambiamenti di ruolo nelle diverse interazioni sociali. Studi teorici e sperimentazioni pratiche hanno permesso di definire metodi e tecniche applicative, tra cui valorizzare la scoperta del Punto Egoico® e del Codice Gestuale Corporeo®, grandi opportunità operative, in linea con una nuova concezione dinamica, per il recupero di abilità organizzativo-corporee, per un corretto dinamismo respiratorio e una maggiore abilità organizzativo-cinetica del gesto. La profusione di studi e ricerche nel campo della pedagogia clinica annovera il LabyrintWay® tra le tecniche più significative concepite e verificate nella loro efficienza, idonea a spingere il soggetto ad affrontare gli ostacoli fino a trovare l’uscita e andare avanti con nuove decisioni per farsi valere e costruire dialoghi positivi.
Lo sviluppo di principi e idee scientifiche ha avviato anche una trasformazione e assicurato un nuovo contenuto tecnico metodologico con lo studio della CyberClinica®, un processo che attraverso la retroazione permette di ritrovare un equilibrio, nuove e differenti abilità e disponibilità. Altri metodi convalidati e che si possono qui brevemente richiamare sono il BonGeste® che offre l’occasione alla persona di prendere coscienza dei rapporti fra ritmo, spazio e gesto, favorisce l’educazione somato-pratto-gnosica, sviluppa le attività espressivo-motorie e posturali, promuove un corretto orientamento oculomotorio e aiuta ogni dinamismo gestuale. Il metodo Memory Power Improvement® (mpi), che si avvale di un gran numero di tecniche con le quali si intende favorire la persona, proponendo esperienze e attività che suscitano interesse, vissute in situazioni in cui ciascuno può evidenziare le proprie capacità, le proprie risorse e le proprie strategie personali. Un altro metodo che ha ben illustrato l’efficacia e l’idoneità è il metodo Edumovement®, studiato per venire in aiuto a un soggetto che si annuncia con scarse potenzialità gnosico-prassiche, inadeguate caratteristiche psico-fisiche, un ridotto stile comportamentale e che richiede, con segni e polisemie, il ripristino di nuove e diverse abilità e disponibilità.
Non tutti i metodi e le tecniche possono essere qui richiamate, oltre a quelle indicate possiamo aggiungere la Musicopedagogia, che trova applicazione in forma associata con altre tecniche d’intervento, idonee a definire, nella pratica educativa, la significatività della mediazione sonoro-musicale in rapporto alla crescita del soggetto, e il metodo InterArt® che ben favorisce interventi che tengono conto dello sviluppo denotativo, della valenza evocazionale, di idee e suggestioni di forme espressive, descrittive e narrative, e il metodo Ritmo Fonico che permette di favorire il recupero delle difficoltà espressivo-elocutorie senza interventi rivolti all’impostazione fonetica, bensì suscitando un interesse dinamizzante dell’attività psichica con l’accompagnamento ritmo-melodico. Ben quattro metodi, il Body-Work®, il Touch Ball®, il Trust System® e il Discover Project®, sono quelli che con particolare valore basano lo status d’accoglienza attraverso la corporeità. La pedagogia clinica ha ampliato la sua dimensione scientifica e raggiunto quella conoscenza necessaria che le ha consentito di intervenire con prassi educative concrete, anche grazie a un metodo di rilassamento psico-fisico, definito, dopo un lungo periodo di sperimentazione, Training Induttivo®, un metodo di rilassamento a scopo educativo che permette all’individuo di liberarsi da stati di disagio psico-fisico e muovere positivamente verso gli obiettivi desiderati.
Il rispetto della persona, inseguito costantemente dalla pedagogia clinica, ci ha spinto a strutturare un metodo che l’aiutasse a fare scelte di vita fino a promuovere una comprensione profonda di sé. Con il Reflecting® siamo giunti a respingere ogni procedimento che si affida al parlare, all’incoraggiamento, alle istruzioni, alle interpretazioni e ai buoni consigli, per offrire invece un aiuto esclusivo e indispensabile a promuovere la riflessione, unica opportunità risolutrice. L’obiettivo del Reflecting è di favorire un’evoluzione positiva nell’utilizzo delle risorse personali, un modo per analizzarsi, conoscersi e proporsi a una crescita che agevoli il coraggio ad affrontare i rischi e le delusioni esistenziali e che favorisca lo sviluppo delle proprie potenzialità fino a raggiungere la libertà di essere se stessi.
A conclusione di questo panorama sui metodi e sulle tecniche, è d’obbligo ripetere, per non dare credito ai mistificatori di professione, che essi possono ampiamente favorire ogni persona, in base agli stati di necessità manifesti, in quanto possono rispondere seriamente, come si è cercato di evidenziare, alla formulazione di un’ipotesi di aiuto, adattandosi per la definizione di risposte concrete.
Per un approfondimento cfr. G. Pesci, Pedagogia clinica, Edizioni Magi, Roma 2008.